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Ethereum propone l'upgrade 'solo-blobs' per lo scaling L1

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Fazen Capital Research·
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Key Takeaway

Ricercatori Ethereum (The Block, 8 apr 2026) propongono un upgrade 'solo-blobs'; EIP-4844 aveva ridotto il calldata di ~10x (2023) e il nuovo design potrebbe abbassare notevolmente lo storage dei validatori.

Paragrafo introduttivo

L'8 aprile 2026 i ricercatori Ethereum hanno delineato una proposta per spostarsi verso blocchi "solo-blobs" su Layer 1, un seguito di EIP-4844 (proto-danksharding) introdotto dalla fondazione nel 2023. The Block ha riportato la bozza di proposta e le simulazioni allegate l'8 apr 2026, descrivendo design volti a trasferire i payload persistenti dei blocchi dall'uso tradizionale del calldata delle transazioni verso blob di dati effimeri per alleviare la pressione sullo storage e sulla banda dei validatori (fonte: The Block, 8 apr 2026). I sostenitori sostengono che l'approccio preservi la semantica di disponibilità dei dati dei rollup riducendo però in modo significativo l'onere on-chain per i nodi completi e i validatori; aggiornamenti precedenti come EIP-4844 sono accreditati di aver ridotto i costi del calldata per i rollup fino a circa 10x, una riduzione approssimativa del 90% rispetto ai prezzi del calldata pre-4844 (fonte: Ethereum Foundation, 2023). I tempi di implementazione sono incerti; i ricercatori suggeriscono fasi di ricerca e testnet tra il 2026 e il 2027 prima di qualsiasi adozione mainnet, e la proposta mira esplicitamente a bilanciare la decentralizzazione a lungo termine con la fattibilità operativa a breve termine.

Contesto

Il concetto "solo-blobs" affonda le radici nell'architettura proto-danksharding introdotta con EIP-4844 nel 2023. EIP-4844 separò i dati blob effimeri dal calldata standard delle transazioni e creò un percorso a costo inferiore per la disponibilità dei dati dei rollup; l'impatto sull'industria incluse riduzioni significative delle fee per transazione per i rollup L2 e miglioramenti nell'economia di throughput per i servizi di aggregazione. Il cambiamento del 2023 non risolse però completamente il problema delle risorse dei validatori, poiché i nodi devono ancora processare e verificare i metadata correlati ai blocchi e mantenere indici di stato. I ricercatori ora propongono di andare oltre eliminando il payload convenzionale del blocco a favore di un design in cui i blocchi fungono principalmente da contenitori per impegni (commitment) ai blob e metadata minimi, spostando il traffico dati più pesante verso canali effimeri.

La copertura di The Block (8 apr 2026) inquadra l'upgrade come una risposta pragmatica al rapido aumento dei volumi di aggregazione L2 e ai colli di bottiglia nell'hardware dei validatori. La transizione di Ethereum al proof-of-stake a seguito della Merge nel settembre 2022 ha rimosso i vincoli energetici ma ha lasciato lo scaling operativo — I/O su disco, larghezza di banda di rete e crescita dello storage a lungo termine — come driver critici dei costi. La telemetria di rete raccolta dagli operatori di nodo nel 2025–26 ha mostrato aumenti sostenuti nel throughput dei dati da rollup optimistic e da equivalenti optimistic, spingendo gruppi di ricerca a pubblicare simulazioni prototipali. La proposta di aprile 2026 rappresenta il prossimo passo iterativo nella roadmap di Ethereum piuttosto che una fork radicale: si basa sui primitivi esistenti e dà priorità alla retrocompatibilità dove possibile, pur riconoscendo cambiamenti nel modo in cui i client di nodo e i validatori accettano e verificano i blocchi.

La sfida di governance e coordinamento è significativa. Qualsiasi modifica che cambi la semantica dei blocchi coinvolge il consenso, il software client e l'economia dell'operazione dei nodi per fornitori di servizi e validatori retail. Il team di ricerca ha proposto un approccio a fasi con deployment su testnet e layer di compatibilità; i tempi per il feedback degli stakeholder potrebbero richiedere più cicli di R&D. È importante sottolineare che la proposta non viene presentata come una soluzione d'emergenza urgente ma come una strategia per mantenere Layer 1 come base praticabile per rollup ad alto volume nel medio termine.

Approfondimento dati

La nota tecnica pubblicata insieme all'articolo di The Block includeva simulazioni prototipali che dichiaravano riduzioni materiali nell'uso delle risorse dei validatori. Secondo il materiale di ricerca citato (The Block, 8 apr 2026), una configurazione "blobs-first" ha ridotto le letture su disco per validatore e il carico di indicizzazione archivistica a lungo termine nel loro harness di test in una gamma descritta dagli autori come "significativa" — il sommario pubblico citava riduzioni dell'ordine di molte decine di punti percentuali nelle esecuzioni simulate. Contestualizzando queste cifre: EIP-4844 ha introdotto miglioramenti dei costi del calldata di circa 10x (≈90% in meno per byte per i dati dei rollup rispetto al calldata legacy), e la proposta "solo-blobs" mira a estendere tali vantaggi ai costi operativi dei nodi più che soltanto alle fee per transazione (fonte: Ethereum Foundation, 2023; The Block, 8 apr 2026).

Da un punto di vista operativo, la proposta cambia il modo in cui i client light e full recuperano e verificano i dati storici. Invece di trattare i payload dei blocchi come canonici, i validatori ancorerebbero impegni verso blob effimeri che verrebbero sottoposti a garbage collection dopo una finestra di ritenzione definita. In pratica ciò riduce la pressione sullo storage a lungo termine — il costo dominante per i nodi archivistici — ma aumenta la dipendenza da servizi di disponibilità a breve termine e possibilmente da relay specializzati per la disponibilità dei blob. La ricerca riconosce questo compromesso, offrendo parametri multipli per la finestra di ritenzione (ad es. 1–30 giorni) nelle simulazioni per modellare le curve costo di banda vs. storage.

I confronti con altre chain e layer sono istruttivi. Gli operatori di nodi full Bitcoin devono trattenere la storia completa dei blocchi per progettazione; l'approccio "solo-blobs" avvicina Ethereum a un modello funzionalmente più simile a quelli delegati o ibridi usati da alcune chain scalabili, pur preservando la validazione decentralizzata delle transizioni di stato. Rispetto ai pari L2, come gli optimistic rollup (es. Optimism) e gli ZK-rollup (es. tra i principali provider), l'upgrade "solo-blobs" è esplicitamente mirato a ridurre l'attrito di Layer 1 per quei rollup — non a sostituirli. Una metrica chiave da monitorare è il costo per byte della disponibilità dei dati: il passaggio dal pricing del calldata pre-4844 ai blob ha prodotto nel 2023 un cambiamento di un ordine di grandezza per i rollup, e la nuova proposta cerca di catturare ulteriore delta operativo per i validatori.

Implicazioni per il settore

Per i provider di infrastrutture e gli operatori di nodo, la proposta potrebbe rimodellare la pianificazione CAPEX e OPEX. Requisiti di storage a lungo termine inferiori ridurrebbero l'attrattività dei costosi nodi archivio e aumenterebbero la fattibilità economica di validatori più piccoli. Al contrario, potrebbe aumentare la domanda per servizi di disponibilità a breve termine, relay specializzati e nuove offerte commerciali basate su conservazione temporanea dei blob. Le società che forniscono servizi di staking, gli operatori di infrastruttura e i provider di servizi di disponibilità dati dovranno rivedere i loro modelli di pricing, le SLA e le architetture di ridondanza.

Il cambiamento economico potrebbe anche avere effetti sulla decentralizzazione: una diminuzione dei requisiti di storage a lungo termine rende più semplice per un maggior numero di partecipanti eseguire nodi validatori completi, ma l'aumento della dipendenza da servizi effimeri centralizzati o da relay potrebbe introdurre nuovi punti di concentrazione operativa. I progettisti della proposta cercano di mitigare questi rischi con specifiche di interoperabilità e meccanismi di incentivi per operatori di availability, ma la tensione tra semplicità operativa e resilienza decentralizzata rimane un tema centrale.

Dal punto di vista dei rollup e degli sviluppatori d'applicazioni, costi di calldata e latenza nelle conferme potrebbero migliorare ulteriormente, abbassando le barriere per casi d'uso ad alto throughput e microtransazioni. Tuttavia, team di rollup e provider di bridge dovranno adattare i loro meccanismi di pubblicazione e recupero dei dati per sfruttare appieno le modalità blob-effimere.

La governance e i fornitori di client dovranno coordinare aggiornamenti complessi: le modifiche alla semantica dei blocchi impattano protocolli di consenso, client software e procedure di audit. Lo sviluppo di tool di migrazione, test e monitoraggio sarà cruciale per l'adozione senza interruzioni.

In sintesi, la proposta "solo-blobs" rappresenta un'evoluzione iterativa della strategia di scaling di Ethereum: mira a ridurre i costi operativi per i validatori e a sostenere l'ecosistema dei rollup, pur richiedendo un attento bilanciamento tra efficienza, disponibilità a breve termine e resilienza della rete.

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