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Oro: la serie più lunga dal 1920

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Fazen Capital Research·
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Key Takeaway

L'oro registra la sua peggiore serie dal 1920; il rapporto BTC/oro è salito di ~30% dal 7 ott 2023, secondo Coindesk (25 mar 2026), portando a rivedere correlazione e liquidità.

Paragrafo introduttivo

Gold has recorded its most prolonged run of declines since 1920, a development that crystallized public and institutional attention on March 25, 2026 when Coindesk published that the decline represented the worst streak in more than a century. The report also highlighted that the bitcoin-to-gold ratio has climbed roughly 30% since the outbreak of the Middle East conflict on Oct 7, 2023, underscoring a relative reallocation of risk and safe-haven capital. For investors who treat gold as a ballast or inflation hedge, the conjunction of a historic drawdown and a resurgent bitcoin has raised fresh questions about correlation dynamics across asset classes. This piece dissects the data, reviews drivers across macro and market-structure vectors, and frames potential implications for portfolio construction — without issuing investment advice.

Contesto

La più recente fase di ribasso dell'oro è notevole non solo per la sua rarità storica, ma anche per il contesto di mercato in cui si è manifestata. Secondo Coindesk (25 mar 2026), la serie è la più lunga dal 1920, un periodo che comprendeva regimi monetari e geopolitici molto diversi; il confronto serve a sottolineare la natura insolita dell'attuale movimento di prezzo piuttosto che a implicare un identico meccanismo causale. Negli ultimi trimestri gli investitori hanno dovuto fare i conti con una combinazione di rendimenti reali elevati, fasi episodiche di forza del dollaro e geopolitica in evoluzione — tutti fattori che possono erodere il premio tradizionale dell'oro come bene rifugio.

Questo episodio si distingue anche per un rally contemporaneo del bitcoin. La copertura di Coindesk del 25 marzo 2026 riporta che il rapporto BTC/oro è salito di circa il 30% dal 7 ott 2023, data ampiamente citata come inizio del recente conflitto in Medio Oriente. Tale variazione del rapporto è un indicatore diretto e misurabile della rotazione di capitale verso le crypto rispetto al metallo giallo. Per gli operatori istituzionali che valutano coperture cross-asset, la divergenza tra un segnale centenario sull'oro e una marcata sovraperformance del bitcoin sta generando una revisione delle ipotesi di correlazione e degli scenari di stress-test.

Storicamente, l'oro ha tendenzialmente sovraperformato durante episodi di rischio geopolitico acuto e di pressione inflazionistica persistente, mentre il ruolo del bitcoin è stato più contestato e variabile nel tempo. L'episodio presente mette alla prova entrambe le narrative: le ansie geopolitiche non hanno preservato l'avanzata dell'oro, mentre il bitcoin ha beneficiato di flussi risk-on rinnovati e di slancio narrativo sull'adozione degli asset digitali. I desk istituzionali che modellano la convessità del portafoglio stanno quindi rivedendo le parametrizzazioni che legano l'efficacia dell'oro a specifici regimi macro piuttosto che assumere una funzione protettiva statica.

Analisi Approfondita dei Dati

I punti di ancoraggio primari per questa analisi sono espliciti: il report di Coindesk del 25 mar 2026, la data di inizio del 7 ott 2023 utilizzata nel calcolo del rapporto BTC/oro e l'anno comparatore storico 1920. Questi tre punti dati — variazione del rapporto del 30%, 7 ott 2023 e 1920 — sono qui utilizzati come touchstone. Oltre a ciò, le metriche di microstruttura di mercato forniscono ulteriore contesto: volatilità realizzata, correlazione rolling a 30 giorni tra oro e bitcoin e flussi verso prodotti scambiati in borsa sono le variabili chiave che gli investitori istituzionali stanno monitorando. Sebbene le rilevazioni pubbliche sui flussi proprietari varino, molteplici tracciatori indipendenti hanno segnalato una rotazione significativa verso fondi focalizzati sulle crypto negli ultimi sei mesi, coerente con la variazione del rapporto evidenziata da Coindesk.

Quantitativamente, il rapporto BTC/oro in aumento di circa il 30% indica un divario di performance relativa sostanziale. Per un esempio stilizzato, se un investitore avesse diviso l'esposizione nominale in modo pari tra oro e bitcoin alla data del 7 ott 2023, il portafoglio mostrerebbe ora un'inclinazione materiale verso i rendimenti crypto rispetto alla stessa ponderazione detenuta solo in oro. Questo tipo di deriva relativa è rilevante per il risk budgeting: le allocazioni scalate per volatilità possono spostarsi in modo significativo anche in assenza di variazioni nelle singole volatilità degli asset. I comitati di portafoglio dovrebbero pertanto rivedere le soglie di rebalancing e la frequenza con cui ribilanciano tra asset con profili di liquidità asimmetrici.

È inoltre istruttivo confrontare questo episodio con precedenti periodi di stress. Nel 2008–2009 l'oro si decouplò dalle azioni e servì da rifugio; nell'era di espansione monetaria post-2019 l'oro beneficiò della compressione prolungata dei rendimenti reali. Il contesto attuale — in cui rendimenti nominali elevati e forza episodica del dollaro coesistono con il rischio geopolitico — è più prossimamente assimilabile a un regime misto e complesso. Il comparatore 1920 ricorda che i regimi macro strutturali possono invertire le relazioni tradizionalmente osservate; i praticanti non dovrebbero estrapolare un singolo modello storico in modo indiscriminato.

Implicazioni per i Settori

Per i mercati del bullion, la serie solleva interrogativi sulla gestione delle scorte, sul comportamento delle banche centrali e sui flussi verso gli ETF. La domanda delle banche centrali è storicamente stata una forza stabilizzante e, sebbene molte banche centrali rimangano acquirenti netti, la cadenza delle transazioni e le politiche di diversificazione delle riserve non sono statiche. Se i detentori istituzionali riducono la domanda marginale o se grandi soggetti riducono posizioni per soddisfare esigenze di liquidità, la pressione sul prezzo può accentuarsi. Per i produttori minerari, un prolungato indebolimento dei prezzi potrebbe comprimere i margini e influenzare le decisioni di capex, ma i miner hanno anche utilizzato programmi di copertura e aggiustamenti di bilancio dagli anni 2010 per attenuare l'esposizione ciclica.

Sul lato crypto, la forza relativa del bitcoin sta influenzando l'innovazione di prodotto e le conversazioni sulla custodia. Una maggiore adozione della custodia istituzionale, infrastrutture di prime brokerage più robuste e flussi rinnovati verso ETF/ETP quotati in bitcoin hanno sostenuto la scoperta del prezzo e ridotto parte dell'attrito con le controparti che in passato scoraggiava gli allocatori di maggiori dimensioni. L'aumento del 30% del rapporto BTC/oro dal 7 ott 2023 non è dunque soltanto guidato dal sentiment; riflette miglioramenti strutturali nel modo in cui le istituzioni accedono e detengono esposizione simile al bitcoin.

Da una prospettiva cross-asset, la dinamica dei rendimenti reali

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